Il lavoro di Angelandrea Casale, ispettore onorario del Ministero dei beni culturali, tratta dell'eruzione del Vesuvio del 1822, descritta dal Monticelli, che fu la più violenta dell'Ottocento e si manifestò simile a quella del 79 d.C.. Torre Annunziata e l'intera area vesuviana furono colpite dalle ceneri eruttate dal vulcano. Dal cratere si alzò un maestoso pino, dal quale partivano folgori, proiettili e ceneri. Abbondante lava scese verso le falde del vulcano, minacciando i paesi di Boscotrecase, Resina e Torre Annunziata. L'autore descrive la figura dell'abate Teodoro Monticelli, brindisino, uno dei primi scienziati ad occuparsi del Vesuvio e dei suoi minerali. Il Monticelli, in quanto docente di chimica all'Università di Napoli e naturalista, fu attivo tra Torre Annunziata e Boscotrecase, dove risiedette per lungo tempo. L'eruzione del 1822 ebbe il suo coronamento il 22 ottobre quando Torre Annunziata fu avvolta in un'oscurità intensa interrotta da lampi accecanti. In questo frangente don Rocco Balì, pio e popolare sacerdote, seppe confortare la popolazione torrese atterrita per la caduta di ceneri e lapilli. Corredano il testo immagini, stampe ottocentesche e gouaches d'epoca.
EAN
9788827805640
Data pubblicazione
2018 01 18
Lingua
ita
Pagine
24
Tipologia
Libro
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Torre Annunziata e l'eruzione del 22 ottobre 1822. L'abate Monticelli e don Rocco Balì—