E trenta! Chi lo avrebbe mai detto che, nonostante il grave handicap motorio di cui sono affetto da anni, sarei arrivato a toccare un simile traguardo. Ero partito, quasi in sordina, con sole due favole di Esopo e Fedro trascritte liberamente dalla prosa in versi rimati. Poi, anche motivato dal buon giudizio avuto dal grande poeta Guido De Marco, che aveva avuto modo di leggerle dopo che le avevo postate su Facebook, sono passato a dieci, quindi a venti, ventotto e infine a trenta. E qui mi fermo. Sono davvero esausto. Anche perché penso di avere raccolto il meglio della produzione letteraria dei due grandi favolisti. [...] La rima adottata è quella definita ricca o piena, la stessa dell’Alighieri, del Petrarca e dei massimi rimatori susseguitosi nei secoli passati. Naturalmente le favole qui riprodotte comprendono correzioni e piccoli rifacimenti rispetto a quelle contenute in libri precedenti. È questa la lezione ultima e quindi ufficiale. Ed è inutile dire che vi raccomando la lettura, così come mi sentirei di raccomandarla agli animalisti, dato che in fondo il libro parla di loro, cioè degli animali, a cui sono attribuiti vizi, difetti e pregi di un’umanità senza luogo e senza tempo in cui ognuno, nel bene e nel male, vi si può riconoscere. (L'autore)
EAN
9788827816653
Data pubblicazione
2018 03 22
Lingua
ita
Pagine
78
Tipologia
Libro
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