Questi racconti (come definirli altrimenti, tanto per tentare di intenderci: fantacronache, rapporti, resoconti, miti, apologhi, dialoghi, parabole, allegorie o fabulae?), compresi dentro il racconto del raccontare, sono un imbroglio. Zisa e Zòsima è germogliato da due parole musicalmente amabili e gradevoli: la prima è il nome di un celebre palazzo e di un quartiere di Palermo di origini arabo-normanne; la seconda di una presunta schiava del filosofo neo-platonico Damascio, di età ellenistico-bizantina, vissuto tra il V e il VI secolo dopo Cristo. Assieme al racconto-giocattolo che dà il titolo al libro, una specie di trattatello prêt-à-porter pseudo-filosofico-teologico, e che forse è una preghiera o un’apologia della filosofia come meraviglia e medicina dell’anima, questo volumetto, contiene quattro racconti metafisici, surreali e in parte autobiografici, scritti in volgare dialetto siciliano, una sorta di collage e pastiche linguistico, che, tra cuore e ragione, mescolano greco, latino, italiano e dialetto, hanno identico orizzonte filosofico e vanno intesi come metafora onde «ingannare il Carnefice», nonché come meditazione sul fine di ogni fine e sulla fine prima della fine.
EAN
9788827826072
Data pubblicazione
2018 04 20
Lingua
ita
Pagine
202
Tipologia
Libro
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Zisa Zòsima, la meravigliosa e altri racconti viola—