Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Le poesie di Sebastiano Seminara sono un viaggio. Non soltanto un viaggio. Un itinerario all'interno del sé e della psiche. Sono apocalittiche, visionarie e metafisiche. Eleggono l’ambiguità a sistema e, nell'adozione del verso spesso lungo e libero, richiamano Thomas Eliot, Dylan Thomas e i poeti metafisici inglesi del XVII secolo. Come centro di gravità hanno la mitologia classica, la filosofia occidentale (Eraclito, Pitagora, Platone, Nietzsche), il coro della tragedia greca e la parola del Cristo, dal cui punto focale emergono il tragico dell’essere, un canto lucido e un linguaggio quasi biblico.
Le poesie di Sebastiano Seminara sono un viaggio. Non soltanto un viaggio. Un itinerario all'interno del sé e della psiche. Sono apocalittiche, visionarie e metafisiche. Eleggono l’ambiguità a sistema e, nell'adozione del verso spesso lungo e libero, richiamano Thomas Eliot, Dylan Thomas e i poeti metafisici inglesi del XVII secolo. Come centro di gravità hanno la mitologia classica, la filosofia occidentale (Eraclito, Pitagora, Platone, Nietzsche), il coro della tragedia greca e la parola del Cristo, dal cui punto focale emergono il tragico dell’essere, un canto lucido e un linguaggio quasi biblico.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.