Il volume analizza l'ambito di applicazione del principio di relatività del contratto. Attraverso un'analisi storico-comparatistica si approfondisce l'origine del c.d. “principio di relatività” che trova il suo antecedente storico in diritto romano classico che ci ha consegnato la regola ‘‘alteri stipulari nemo potest''. Il principio di relatività, che nel tempo ha acquisito una differente funzione rispetto a quella originariamente rivestita in diritto romano, giustificata dal modello socio-familiare all'epoca vigente, è stato consacrato nel Code Napoléon e poi nel Codice del 1865 ed è giunto, infine, nel codice vigente che all'art. 1372 comma 2, c.c. stabilisce che il contratto non produce effetti nei confronti dei terzi se non nei casi previsti dalla legge. Tuttavia, le eccezioni alla regola — prima fra tutte la figura generale del contratto a favore di terzi — sono tante e tali che hanno indotto a un ripensamento della portata del menzionato principio. Lo studio analizza quindi le deroghe alla regola e l'applicazione che la giurisprudenza ha dato del principio, anche attraverso l'elaborazione di figure atipiche quale quella del “contratto con effetti protettivi verso i terzi”, per tentare di definirne, in ultima analisi, l'effettiva e reale portata.
EAN
9788828846093
Data pubblicazione
2023 01 05
Lingua
ita
Pagine
204
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
320
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Il contratto e i suoi effetti nei confronti dei terzi—