«Che importa che in qualunque Ufficio io sia accolta - in quanto sindaco donna - con molta deferenza e cortesia e ogni sorta di gentilezza, quando so che l'insidia mi sta alle spalle, che il primo cafone ricco che si presenta dopo di me ha il sopravvento, e che io non riesca a fare […] quanto vorrei?». Maestre e avvocate, partigiane e dottoresse, comuniste o democristiane che siano, le sindache italiane elette nel 1946 sperimentano le stesse sfide, rappresentate non solo dalla ricostruzione morale e materiale del proprio territorio, ma anche dall'essere le prime donne a rivestire una carica amministrativa in un paese che, fino a quel momento, aveva negato loro il diritto di voto. Dal 2016, quando viene inaugurata la Sala delle donne a Montecitorio, si sono aggiunti nuovi nomi e storie all'elenco delle ‘sindachesse'. Oltre a presentare l'anagrafe più recente e aggiornata di quelle che, di nome e di fatto, sono state prime cittadine - sia per aver finalmente goduto a pieno dei diritti politici, sia per essere state a capo di intere comunità - questo libro si propone di indagare i loro contesti di provenienza e le ragioni che hanno permesso loro di conquistare il potere. Tredici donne su più di settemila comuni non sono certo un numero elevato, e proprio per questo la loro eccezionalità – che resterà tale anche nei decenni successivi - muove curiosità, interesse e interrogativi a carattere storico e sociologico che la presente ricerca prova a soddisfare, attraverso consultazione di archivi, rassegna della stampa dell'epoca, interviste a testimoni privilegiati, analisi di fonti iconografiche e ricognizione diretta sul campo.
EAN
9788828864301
Data pubblicazione
2025 05 05
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
1000
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