Dalle pagine di "Se questo è un uomo" emerge una figura dal volto incerto e dai contorni slabbrati che svetta sopra il romanzo. È il Muselmann, l’uomo «in disfacimento», colui (ma anche colei) che ha così tanto sofferto da perdere i propri connotati umani. Ponendo un quesito prima ritenuto impensabile, Primo Levi si chiede: costui è ancora un uomo? Costei è ancora una donna? Nonostante la centralità nella geografia del lager attribuitagli da Levi – «sono loro, i Muselmänner, i sommersi, il nerbo del campo» –, gli studi al riguardo sono pochi e limitati. L’ipotesi su cui si basa invece questo volume è che il vero protagonista nascosto dell’opera sia proprio il Muselmann, il quale determina il sovvertimento di due miti fondanti della civiltà occidentale: la narrazione della Genesi e il mito di Ulisse nella versione dantesca. Le figure edeniche di Adamo ed Eva vengono sostituite dal Muselmann, dal non-uomo, che ne capovolge le caratteristiche fisiche, biologiche e psicologiche. Lo stesso avviene con l’Ulisse del canto XXVI dell’Inferno, simbolo della fede incrollabile nel progresso tramite il sapere; una fede destinata a spegnersi proprio ad Auschwitz.
EAN
9788829011360
Data pubblicazione
2021 09 09
Lingua
ita
Pagine
100
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
132
Spessore (mm)
6
Peso (gr)
120
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