Per Voltaire, un ebreo può essere un filosofo? E a quale costo? Il volume offre un'interpretazione organica dell'atteggiamento del campione dell'Illuminismo nei confronti degli ebrei e dell'ebraismo, tenendo sempre sullo sfondo la sua teoria della tolleranza. L'indagine abbraccia l'intera produzione del filosofo, dalle prime opere sino all'articolo apocrifo Ebrei, apparso nell'edizione postuma Kehl del "Dizionario filosofico" (1784). In particolare, viene ricostruito passo dopo passo il percorso che ha inizio con l'opuscolo "Sugli ebrei" (1756) – risultato degli studi biblici condotti in compagnia di Madame du Châtelet – e giunge a "Un cristiano contro sei ebrei" (1777) – scritto per difendersi dalle accuse di antiebraismo mossegli dall'abate Antoine Guenée. Interrogando le fonti dei testi di Voltaire ed esaminando le reazioni sintomatiche di alcuni suoi contemporanei, come quella del filosofo ebreo Isaac de Pinto, il libro intende rispondere alla questione sul suo presunto antisemitismo, emersa a più riprese negli ultimi cinquant'anni e rimasta finora in gran parte irrisolta.
EAN
9788829026876
Data pubblicazione
2024 10 11
Lingua
ita
Pagine
156
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
220
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
290
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Voltaire e gli ebrei. Sui limiti della tolleranza—