Pasolini, comunista avverso alle magnifiche sorti e attratto dal “poco razionale”, profondamente laico ma con il senso del sacro, un poco diffidava della «verità», potenzialmente distruttiva, e si schierava piuttosto dalla parte della «realtà», misteriosa e inappropriabile, che ricomprende in sé il bene e il male (contrapposta alla illusoria «irrealtà» in cui vive il borghese). Sciascia, illuminista sfiorato dal tragico, «ateo incoerente», credeva nella «verità» come parola letteraria e giudizio razionale sulle cose, mentre considerava la «realtà» qualcosa di troppo manipolabile. Entrambi però si sono continuamente e meravigliosamente contraddetti, ritornando su questi temi e provando a declinarli nella loro opera e nella loro fitta attività giornalistica. I concetti di «realtà» e «verità» – interrelati ma anche in latente conflitto l’uno con l’altro – risuonano attraverso spiazzanti messe a punto teoriche e puntuali disamine dei testi nei contributi raccolti in questo volume a firma di Roberto Andò, Roberto Chiesi, Andrea Cortellessa, Filippo La Porta, Davide Luglio, Daniela Marcheschi, Bruno Pischedda, Ricciarda Ricorda, Giuseppe Traina, Guido Vitiello.
EAN
9788829710713
Data pubblicazione
2021 07 08
Lingua
ita
Pagine
192
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
155
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
306
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