Baudelaire distingueva, in fatto di critica, due tendenze. Una «divertente e poetica», l’altra «fredda e algebrica». Nessun dubbio che gli studi accademici attuali, in ambito letterario, siano ispirati a un freddo principio di oggettività, dove il rigore concettuale si trasforma spesso in schematismo, e la dimensione originaria del piacere, o il debito d’amore verso il testo (per dirla con George Steiner), vengono deliberatamente occultati. Ecco allora che la scrittura estemporanea di una recensione – su un romanzo appena uscito, o la riedizione d’un classico – diventa possibilità per il critico di recuperare una forma di sguardo che non trascura né tantomeno rimuove il motivo per cui ci occupiamo di libri. Giacché essi ci piacciono. Talvolta non del tutto, ma altre volte moltissimo. Slanci improvvisi, amori, infatuazioni. Come altrettanti capitoli della storia sentimentale d’un lettore che, muovendosi nella letteratura francese, si confronta con alcuni giganti del passato (Baudelaire, Rimbaud, Proust, Céline), così come con i contemporanei (Michon, Carrère, Reza, Houellebecq e altri).
EAN
9788829719372
Data pubblicazione
2023 09 29
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
185
Larghezza (mm)
135
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
108
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Quindici infatuazioni letterarie. Da Baudelaire a Houellebecq—