Nel corso di cinque decenni, dalla prima raccolta del 1955 fino a "Furia serena" (2004), la poesia di Giuliani ha accumulato metodicamente discontinuità, rotture, rovesciamenti; la forma caratteristica del suo contraddirsi, ripensarsi, ripartire, è stata quella dell’autoantologia – "Povera Juliet", "Chi l’avrebbe detto", "Versi e nonversi", "Furia serena", dove si consuma un sorprendente ritorno alla discorsività “leopardiana”. Attraverso la selezione e dislocazione dei propri testi, mediante l’innesto di composizioni nuove e originali, Giuliani ha di volta in volta sollecitato lo sviluppo di inedite potenzialità espressive e il ripensamento del già fatto. La logica comune ai suoi libri è l’apertura verso il non (ancora) codificato. Come scrive Luigi Ballerini nel primo degli interventi del volume, «Giuliani è stato nel secolo scorso, non dico unica, ma certo rarissima voce inimitabile. Non da subito, forse, ma progressivamente e sempre di più. Le ragioni per cui tale qualificazione sembra “cadergli addosso” come un abito fatto su misura sono almeno due (e nessuna è di troppo). Le sostiene entrambe – una sul versante delle poetiche, l’altra sul versante della poesia – il virus di una sana inquietudine che lo prese di mira, per poi installarsi in maniera permanente».
EAN
9788829720712
Data pubblicazione
2024 06 25
Lingua
ita
Pagine
240
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
144
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
360
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