“Onora la faccia del vecchio” è scritto nel Levitico. Mai come oggi questa esortazione sembra fuori moda, anzi: parlare di vecchiaia suscita ripugnanza. La stessa parola è pronunciata di malavoglia. Eppure siamo tra i paesi del mondo con più anziani, dove la gerontocrazia imperversa. Ma quanti sono i “vecchi” che davvero hanno potere, soldi, ricchezza? Quanti, rispetto all’esercito che è sotto la soglia di povertà? Non solo: all’interno di un’emergenza anagrafica ne esiste un’altra, di genere: perché le vecchie sono più povere dei vecchi, meno tollerate, più discriminate, addirittura espulse. La senilità femminile non gode neppure dei canonici attributi di saggezza ed esperienza. Per questo alle donne è proibito invecchiare: devono, finché è possibile, fingere di vedere nello specchio un’immagine diversa da quella reale. Attingendo da un ampio bacino di dati, statistiche e senza tralasciare il web, questo fortunato libro pubblicato per la prima volta nel 2012 indaga e denuncia un dramma della nostra cultura: l’idea malata della vecchiaia come di un tempo inutile che ha nella morte il suo fine. E lo fa con uno sguardo teso a comprendere, mai moraleggiante bensì carico di pietas e di compartecipazione: perché mostrare la faccia del vecchio è un atto di verità di cui la società ha bisogno.
EAN
9788830102330
Data pubblicazione
2020 01 10
Lingua
ita
Pagine
224
Tipologia
Libro in brossura
Tascabile
Tascabile
Altezza (mm)
198
Larghezza (mm)
130
Peso (gr)
247
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