Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
«Sono componimenti che vivono in una dimensione che non esiste, poiché alla perdita di un figlio ci si ritrova in uno spazio-tempo che è vita ma allo stesso tempo non lo è; un luogo/non-luogo dove le ombre sono presenze, dove il buio è consapevolezza, dove il cuore è un laccio indistruttibile legato a qualcosa che non può tornare, ma nemmeno scomparire, mai, del tutto. Le immagini a cui dà voce Arietta Treccosti sono quelle di una quotidianità che non può più esistere e che rincorre un ricordo, una frase, un sorriso, nell'indicibile vana speranza di stringerlo a sé e scoprire quel profumo smarrito anche se mai perduto.» (dalla Prefazione)
«Sono componimenti che vivono in una dimensione che non esiste, poiché alla perdita di un figlio ci si ritrova in uno spazio-tempo che è vita ma allo stesso tempo non lo è; un luogo/non-luogo dove le ombre sono presenze, dove il buio è consapevolezza, dove il cuore è un laccio indistruttibile legato a qualcosa che non può tornare, ma nemmeno scomparire, mai, del tutto. Le immagini a cui dà voce Arietta Treccosti sono quelle di una quotidianità che non può più esistere e che rincorre un ricordo, una frase, un sorriso, nell'indicibile vana speranza di stringerlo a sé e scoprire quel profumo smarrito anche se mai perduto.» (dalla Prefazione)
, con un tono illustrato.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.