Il saggio analizza il linguaggio usato dalla legislazione, dai media e dalla magistratura per definire il funzionamento della Protezione Civile e denuncia il progressivo slittamento dall'impegno a gestire il rischio all'ineffabile, vuota promessa della sicurezza. Da qui l'urgenza di ri-nominare i contenuti con appropriatezza per renderli socialmente esigibili. Tra le molteplici calamità idrogeologiche, l'autrice si concentra sulle alluvioni, rivelatrici in sommo grado delle implicazioni contenute nella promessa di sicurezza ambientale, nella chimera di poterle prevedere. L'origine delle difficoltà operative, ancora riscontrabili nel sistema, viene attribuita all'incompiutezza della spinta coraggiosa e innovativa della produzione normativa degli anni '90, ai cambiamenti del linguaggio politico durante la fase che ha preceduto e accompagnato la grande crisi del 2008, alla perdita di valore pragmatico delle enunciazioni legislative, e al ruolo di supplenza talvolta impropriamente svolto dalla magistratura.
EAN
9788830614345
Data pubblicazione
2020 02 13
Lingua
ita
Pagine
256
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
141
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
18
Peso (gr)
385
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La promessa della sicurezza. Il linguaggio utilizzato dalle istituzioni e dai media nella definizione del rischio ambientale e nella sua prevenzione—