Una lettura da vivere pagina dopo pagina
«Dove avrei dovuto trovare questo particolare silenzio notturno vi ho scorto le sue emozionanti poesie, un canto di solitudine, come quello di un'anima che si ritrova a camminare nel buio di una strada deserta in città, ma non sola, bensì accompagnata dal manto dei suoi pensieri, dal peso delle sue riflessioni. È una poesia sofferta, questa di Matteo Longhi, si percepisce uno sforzo di mantenersi presente a se stessi, per quanto il dolore lo voglia trascinare via, eppure lui, l'autore, sembra preferire ascoltarlo… cercare quasi di capirlo, non respingerlo.» (dalla Prefazione)
«Dove avrei dovuto trovare questo particolare silenzio notturno vi ho scorto le sue emozionanti poesie, un canto di solitudine, come quello di un'anima che si ritrova a camminare nel buio di una strada deserta in città, ma non sola, bensì accompagnata dal manto dei suoi pensieri, dal peso delle sue riflessioni. È una poesia sofferta, questa di Matteo Longhi, si percepisce uno sforzo di mantenersi presente a se stessi, per quanto il dolore lo voglia trascinare via, eppure lui, l'autore, sembra preferire ascoltarlo… cercare quasi di capirlo, non respingerlo.» (dalla Prefazione)
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.