Canzoniere per l'angelo

Nel Novecento si è assistito alla perdita della trascendenza in arte. L'Angelo è diventato "tremendo" (Rilke, Prima Elegia Duinese), Dio un fantasma e la forma che canta le bellezze divine è scomparsa dall'orizzonte umano, a parte alcune eccezioni. "La Bufera e altro" di Montale è uno dei pochi esempi italiani in cui l'immanenza non la fa da padrona e il rapporto con la trascendenza è espresso con tale carica espressiva da apparire miracoloso. E a questo mi rifaccio, a Beatrice di Dante, a Laura di Petrarca, a Alla sua donna di Leopardi, all'Iride di Montale: tutte figure dell'Angelo, del Canto di lode, che trapassa dallo Stilnovismo fino ad arrivare ai rari esempi novecenteschi. Il mio Angelo si chiama Angioina ed è l'Angelus Primus, che nasce nel nostro secolo e con esso il Canto spirituale, facendo da contraltare all'Angelus Novus di Benjamin, a Paul Klee e a tutti gli strani sogni della perdita della forma del rapporto tra immanenza e trascendenza che caratterizza il Novecento e lascia aperta la strada alla rinascita del Canto spirituale.

EAN

9788830632325

Data pubblicazione

2021 02 18

Lingua

ita

Pagine

94

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

142

Larghezza (mm)

214

Spessore (mm)

8

Peso (gr)

170

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