Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Don Primo Mazzolari (1890-1959), un curato di campagna il cui sguardo si spingeva ben al di là della sua parrocchia nella Bassa. Fu un predicatore senza peli sulla lingua e fondò un coraggioso giornale, Adesso; dopo la bomba di Hiroshima si schierò senza se e senza ma per il "non uccidere". Il suo essere sempre avanti, "con un passo troppo lungo" ammetterà Paolo VI, fu causa delle sue sofferenze con la chiesa. Il libro entra nel vivo della personalità del parroco antifascista di Bozzolo, della sua formazione e delle sue vicende, mettendole in relazione con le stagioni della vita politica ed ecclesiale che ebbe ad attraversare.
Don Primo Mazzolari (1890-1959), un curato di campagna il cui sguardo si spingeva ben al di là della sua parrocchia nella Bassa. Fu un predicatore senza peli sulla lingua e fondò un coraggioso giornale, Adesso; dopo la bomba di Hiroshima si schierò senza se e senza ma per il "non uccidere". Il suo essere sempre avanti, "con un passo troppo lungo" ammetterà Paolo VI, fu causa delle sue sofferenze con la chiesa. Il libro entra nel vivo della personalità del parroco antifascista di Bozzolo, della sua formazione e delle sue vicende, mettendole in relazione con le stagioni della vita politica ed ecclesiale che ebbe ad attraversare.
, con un tono emotivo.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.