Al De oratione va riconosciuta la posizione più eminente fra gli scritti evagriani di natura dottrinale e più specificamente mistica. Evagrio - nato verso il 345 nella provincia romana del Ponto - lo compose probabilmente tra il 390 e il 395, preso dal fascino degli insegnamenti professati negli ambienti monastici d'Egitto. La dimensione dinamica della preghiera è resa con rara efficacia dalla scrittura dell'Autore, caratterizzata dall'incisività, dalla vigilata concisione dello stile e dal sapiente impiego della retorica; dalla purezza della lingua e dalla specificità del lessico cristiano. Fra le definizioni che Evagrio dà della preghiera, quella di "elevazione dell'intelletto a Dio" e di "colloquio dell'intelletto con Dio" guidano particolarmente alla comprensione del suo asserto per cui non c'è nulla di più eminente dell'"intima unione" dell'uomo con Dio, secondo la concezione neotestamentaria della vita da volgere dalle cose transeunti della città terrena alle realtà eterne della patria celeste. Il trattato evagriano ha esercitato grande attrattiva nella tradizione ascetica e mistica, benché non facile ad essere penetrato. La presente traduzione - nella prosa scorrevole e limpida di Vincenzo Messana - viene incontro a chi iniziato non è, e non può confrontarsi con l'originale del testo.
EAN
9788831131179
Data pubblicazione
1994 12 31
Lingua
ita
Pagine
192
Edizione
1
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
126
Larghezza (mm)
195
Spessore (mm)
15
Peso (gr)
235
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