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Come si può, oggi, parlare della Croce, che è scandalo e stoltezza (cf. 1 Cor 1, 23), del suo significato salvifico, e proporla come verità che riguarda l'uomo e la sua esistenza? A partire da questa domanda essenziale per la teologia, l'autore interroga, dal punto di vista della teologia evangelica, l'esperienza spirituale di Chiara Lubich, che ha nell'amore a/di Gesù in Croce, Abbandonato da Dio, il suo fondamento. Analizzando i suoi testi, si coglie nell'Abbandono il centro del Vangelo e del cristianesimo, e la chiave che, attraverso il dolore, porta Dio nel mondo e il mondo in Dio.
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