L’ho chiamato Lachesis. È un bel nome, trovo, per un ragno. Da qualche giorno, al fine di rompere il mio isolamento e non limitare le interazioni affettive ai tre membri della mia famiglia reclusi con me, ho iniziato ad addomesticarlo. Il suo filo di seta è l’ultimo legame che mi tiene attaccato al mondo. Storicamente, in corrispondenza di eventi straordinariamente tragici, persino la più superficiale e cinica delle società torna a interrogarsi sulla necessità dei propri fondamenti, rivolgendosi ai grandi pensatori. Così è anche per il confinamento a oltranza, dettato dall’emergenza Covid-19, che sta mettendo e metterà a durissima prova la tenuta della popolazione planetaria. Proprio in questo periodo, una Francia sconcertata ha guardato alle cronache quotidiane di Éric Chevillard – date alle stampe inizialmente presso “Le Monde” poi sul seguitissimo blog dell’autore. Approfondendo il solco tracciato da Kafka e Beckett, Chevillard sonda l’assurdo, la nausea, il dolore cieco di questi “tempi nuovi”. Prehistorica Editore presenta quindi per l’Italia questa raccolta di cronache, quale doveroso e coraggioso tentativo di opporre la Parola al silenzio.
EAN
9788831234054
Data pubblicazione
2020 05 27
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
131
Larghezza (mm)
209
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
215
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