Nei racconti di Perconti c’è spazio per i ricordi di chiunque: quelli propri, quelli ereditati, quelli rubati e persino quelli immaginati; i ricordi, insomma che contribuiscono a generare le identità, individuali e collettive. La cronaca dei personaggi e delle loro vite, dei luoghi e delle loro trasformazioni, sono pretesti di cui l’autore si serve per raccontarci non tanto le sue trame, quanto piuttosto la ricerca di ciascuno nel tempo in cui è precipitato, a dispetto di tutte le nostalgie. Detto altrimenti: è nei racconti, nostri e soprattutto quelli altrui, che cerchiamo e talvolta scopriamo il senso dello starci, dell’esserci. Non sorprendetevi se vi risulteranno familiari - anche se siete nati e cresciuti a Bergamo - le storie umide e spezzate di Lulù, o quelle struggenti del cane Nino o, perché no, quelle ridicole e inevitabilmente drammatiche delle colonie fasciste. Storie sostenute da una scrittura che non cede sotto il peso delle sue stesse ambizioni e che ci fionda su di un treno ad osservare l’arsura delle montagne e la ricchezza dei corsi d’acqua, ci fa ridere, impaurire ed esultare. Giuseppe Perconti ci fa raccontare. Raccontare e ricordare. Ricordare e raccontare.
EAN
9788831242301
Data pubblicazione
2023 08 03
Lingua
ita
Pagine
112
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
120
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
136
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