Il diario testimonia l’incontro fra culture e linguaggi differenti avvenuto su una terra di nessuno, dominata dalle forze della natura. Da una parte i guitti, famiglie contadine nomadi provenienti soprattutto dalla Ciociaria, lavoratori stagionali che trascorrono a Palidoro i mesi freddi per tornare sui monti nei mesi caldi, quando la malaria comincia a mietere vittime. Dall’altra c’è la maestra con le sue conoscenze, aspirazioni, sogni, illusioni e, soprattutto, convinzioni. Fra di loro c’è il territorio, una sorta di grande laboratorio pedagogico, un campo d’azione dove si svolge questa avventura scolastica. Ma il libro testimonia anche un mondo preesistente a quello che nella vulgata appare come l’unico reale: per molti la Campagna Romana è quella che è diventata dopo le bonifiche degli anni Venti del Novecento o le riforme agrarie degli anni Cinquanta; da molti il mondo contadino, se non tutto il mondo antecedente, viene superato e annullato dai cambiamenti epocali che hanno portato più benessere, salute e difesa dei diritti vitali a chi qui viveva. Queste conquiste non devono però far dimenticare che un’umanità, una cultura erano precedenti e ben radicati in questi luoghi.
EAN
9788831248945
Data pubblicazione
2021 01 01
Lingua
ita
Pagine
239
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
168
Spessore (mm)
30
Peso (gr)
1040
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I granci della Marana. Irene Bernasconi e la Casa dei Bambini di Palidoro—