La città di Pistoia porta i segni della storia coloniale italiana, ma preferirebbe che ce ne dimenticassimo, un po’ come le città statunitensi che portano senza imbarazzo il nome dei popoli indigeni a cui la terra è stata rubata. D’altra parte, un proverbio toscano ammonisce: “il male che non ha riparo, è bene tenerlo nascosto”. Gli risponde però un proverbio etiope: “chi nasconde la malattia, non troverà mai la cura”. Il male inflitto dalla sciagurata avventura coloniale italiana è un male a cui non c’è riparo, e quindi è bene tenerlo nascosto? Oppure, proprio perché tenuto sepolto nei programmi scolastici, e occultato dalla cultura popolare, non se ne troverà mai la cura? Questo volumetto invita a portare alla luce del sole le ferite di questo passato scomodo, partendo dalla toponomastica di Pistoia, e propone un primo passo per poterle curare. E lo fa in ottava rima, una modalità che richiama il nostro passato, una cultura ancestrale che accomuna i popoli ed eleva i nostri spiriti al di là della sterile diatriba politica.
EAN
9788831315456
Data pubblicazione
2023 09 09
Lingua
ita
Pagine
56
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
110
Spessore (mm)
3
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Un altro specchio. Rime in ottava per ripensare la storia del nostro colonialismo—