Singolarità economica strategica per gli scambi internazionali sul Mar Adriatico, Senigallia ha sempre ricoperto un ruolo cruciale all’interno delle politiche commerciali dello Stato Pontificio, in virtù principalmente della sua fiera franca: un appuntamento annuale il cui successo portò a uno sviluppo eccezionale della marineria, tradottosi nel XVIII secolo in un duplice ampliamento dei confini dell’abitato. Tuttavia, la lenta e inesorabile decadenza dell’autorità papale e l’arretratezza di una nazione priva di una solida produzione industriale minarono le potenzialità di questo emporio, relegando infine la municipalità all’odierno ruolo di meta turistica. Eppure, tentativi di rilancio non mancarono, tanto che nella prima metà dell’Ottocento si registrarono molti investimenti e si intrapresero più opere, dal teatro cittadino al foro annonario passando per le attrezzature del porto-canale e il cimitero: architetture ad usum publicum frutto sia della tenacia locale sia dell’avvedutezza della Congregazione romana del Buon Governo, titolare di ogni concessione.
EAN
9788831347037
Data pubblicazione
2019 12 01
Lingua
ita
Pagine
294
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
Spessore (mm)
19
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Senigallia durante la Restaurazione. Iniziative ed esiti dell’architettura pubblica «quante volte l’E. V. R. ma si degni convenirvi»—