Una storia da seguire con facilità
Nella corposa raccolta poetica di Giacomo Sciuto sono insistenti e predominanti gli echi del passato, vissuti nella pienezza di una baldanzosa giovinezza e filtrati dalla sottile malinconia dei ricorrenti “nostoi” sul viale di un placido tramonto in cui l’autore indugia sulle remote memorie. Lo fa talvolta con tenera rabbia, quando s’attarda a rincorrere anni, avvenimenti, vicende e stati d’animo, spesso agisce con delicatezza, con morbide pennellate scivolando nel sogno e ripercorrendo ciò che di immutato è rimasto nelle pieghe profonde del suo animo.
Nella corposa raccolta poetica di Giacomo Sciuto sono insistenti e predominanti gli echi del passato, vissuti nella pienezza di una baldanzosa giovinezza e filtrati dalla sottile malinconia dei ricorrenti “nostoi” sul viale di un placido tramonto in cui l’autore indugia sulle remote memorie. Lo fa talvolta con tenera rabbia, quando s’attarda a rincorrere anni, avvenimenti, vicende e stati d’animo, spesso agisce con delicatezza, con morbide pennellate scivolando nel sogno e ripercorrendo ciò che di immutato è rimasto nelle pieghe profonde del suo animo.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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