Etichettato come atto vandalico, valorizzato come innovativa forma espressiva, trattato come reato penale e al contempo utilizzato nelle strategie di riqualificazione urbana, il graffiti writing, nato negli Stati Uniti alla fine degli anni Sessanta, approda in Italia dieci anni più tardi, e da allora ha continuato a crescere e trasformarsi, in bilico tra le sue origini di pratica trasgressiva e resistente, che sfida le regole sociali e giuridiche, e i suoi sviluppi in forma espressiva inserita in eventi pubblici e progetti di riqualificazione urbana. La cultura dei graffiti si radica nello stretto rapporto che i writer intrattengono con lo spazio: muri, treni, serrande e panchine smettono di essere semplici elementi architettonici e componenti di arredo urbano per trasformarsi in potenziali tele su cui disegnare. Si sviluppa così uno sguardo unico, capace di leggere la città in termini di visibilità, accessibilità e rischio, sfidando le norme consolidate sull’uso e il significato dei luoghi. Attraverso i risultati di una ricerca condotta in Italia, il volume esplora la complessità del fenomeno a partire dalle voci dei suoi protagonisti. Chi sono i writer? Cosa li spinge a disegnare sui muri delle città? Come scelgono i luoghi per i loro lavori? Come interagiscono con istituzioni, opinione pubblica e mass media?
EAN
9788831392433
Data pubblicazione
2026 01 16
Lingua
ita
Pagine
186
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
129
Spessore (mm)
33
Peso (gr)
218
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