Fin da bambina mi ricordo il cuscus come una festa, come un incontro tra cultura e piacere. Per me bambina era un’aspettativa, una ricorrenza, attesa e desiderata, una sorta di “Sabato del villaggio”, di leopardiana memoria. Cucina, storia e ricordi, s’intrecciano in questo libro, ove il cuscus ne è il “fil rouge”. Siffatta opera non è un romanzo, non è un saggio, è un’immersione in paesi, tempi, odori, sapori diversi e soprattutto un viaggio nell’umanità. Le sponde del Mediterraneo furono un crocevia di scambi e il cuscus ne approfittò per approdare in Spagna e da qui raggiunse, come una brezza profumata, ogni angolo d’Europa fino ad arrivare a Livorno, crogiolo di razze e vessillo di tolleranza e libertà, ove si radicò, nella versione Ebraica Sefardita. La storia del cuscus, tuttavia, non è una fiaba, non è un racconto indolore, giacché le sue vicende s’intersecano con schiavitù, pogrom, genocidi, violenza e sopraffazione e, in tale oceano di dolore, ha rappresentato un invito alla comprensione, all’ospitalità, alla fratellanza, senza le quali l’uomo cessa di essere tale.
EAN
9788831447232
Data pubblicazione
2022 03 29
Lingua
ita
Pagine
100
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Peso (gr)
190
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