Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Séguito dei "Figli dell'Arbàt", pubblicato nel 1988, questo romanzo storico copre gli anni 1935-1936. Il clima di paranoia di Stato instaurato dal regime bolscevico e rafforzato da Stalin, il terrore come metodo di governo, la menzogna, il ricatto e la falsa confessione come armi di raccolta di dati per i processi-farsa. Il concetto di "stato nello stato", inaugurato da Ivàn il Terribile nel Cinquecento con l'opricnina, torna in auge con gli "organi" (servizi segreti) che spadroneggiano racchiudendo al proprio interno i poteri esecutivo, giudiziario e legislativo. Un incubo da cui la Russia sembra non svegliarsi mai.
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