Sono nato in una grande corte agricola e fino all’età di quattordici anni l’area del territorio che frequentavo aveva un raggio di tre chilometri. La mia famiglia era quella tipica di braccianti agricoli, poveri ma contenti, a contatto con una natura ancora intatta, piena di alberi, di animali selvatici, in particolare di uccelli e di fossi con l’acqua limpida e piena di pesci. Non c’era la radio, i giornali e la televisione, ci si riuniva a far “quatro ciacole” in compagnia, e il tempo trascorreva lento, accettando gioie e dolori, senza lo stress e le frustrazioni della società moderna. E’ la nostalgia di questa infanzia felice che mi ha spinto a raccontarla prima in un libro autobiografico “La carne e lo spirito di un povero cristiano” ed ora con questi ricordi in filastrocche e qualche poesia arrivata spontaneamente senza averla cercata. Non sono un laureato in lettere né un esperto in scritture dialettali, né ho assunto un correttore. Il dialetto è quello che ho imparato da bambino a Ca’ del Lago di Cerea (Verona). Spero che i miei nipoti Lorenzo, Marco, Paolo e Giacomo lo capiscano. Buona lettura.
EAN
9788831664073
Data pubblicazione
2020 03 26
Lingua
ita
Pagine
82
Tipologia
Libro
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