Era la malattia dell'uomo, la mia malattia. Niente usciva con prepotenza. Era tutto circoscritto dentro al cervello che si guardava bene dall'accettare l'ipotesi di violente reazioni. Avevo vissuto per anni circondato da quest'atmosfera gelatinosa che mi avvinghiava e mi costringeva e tutti, vedevo, respiravano in quei giorni a fatica, tutti si crogiolavano nell'autocommiserazione e tutti aborrivano la violenza, perché tutti credevano nella giustizia divina e accettavano la comodità del delegare. È un mondo attanagliato da un morbo sconosciuto, una simbolica peste, quello descritto da Lettura morta! In un'atmosfera serrata dal flusso di coscienza del protagonista, emerge, come unica risorsa alla sopravvivenza, la necessità di sopprimere la memoria per evitare il contagio. La malattia, dentro ognuno, viene portata a passeggio fin dalla nascita. Soggiorna nelle tasche dei cappotti, riposa ben pasciuta al caldo, pronta a esplodere. Ma non si è più capaci di odiare, di essere violenti, di quella violenza positiva, purificatrice. Mozzi di una nave già affondata, i personaggi ritratti in questo libro ci spingono, con intuizione profetica, verso una cupa prospettiva di vita, prossima alla realtà.
EAN
9788831690515
Data pubblicazione
2020 08 21
Lingua
ita
Pagine
114
Tipologia
Libro
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