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Cavallo pallido, pubblicato nel 1909 durante l'esilio parigino, si ispira a una delle azioni terroristiche di cui Savinkov fu organizzatore e parte attiva: l'assassinio del granduca Sergej Aleksandrovic, governatore di Mosca. Scritto in forma di diario, il romanzo non riflette però quello slancio ideologico che aveva animato i suoi compagni anarchici. Attraverso la finzione narrativa l'ideologia rivoluzionaria si spoglia di ogni ideale e diventa fine a se stessa. Il romanzo, che fin dal suo apparire in Francia suscitò aspre polemiche soprattutto negli ambienti rivoluzionari russi, viene tradotto per la prima volta in lingua italiana.
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