Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Dell'antica civiltà indiana non ci restano né piramidi, né templi, né palazzi: ci resta però un monumento ben più prezioso, fatto di parole. Questo monumento è il "Rgveda" (veda=sapienza, Rg=strofa), espressione poetica di veggenti di quasi quattromila anni fa, il più antico testo sacro di tutto il mondo indoeuropeo. Si tratta di una raccolta di 1028 inni, suddivisa in dieci libri, dedicati alle varie divinità del pantheon indiano, che contiene invocazioni di aiuto e richieste di protezione, ma anche testi magici, filosofici, in cui gli autori si interrogano sull'origine dell'universo e dell'uomo, i primi embrioni di epica e di teatro.
Dell'antica civiltà indiana non ci restano né piramidi, né templi, né palazzi: ci resta però un monumento ben più prezioso, fatto di parole. Questo monumento è il "Rgveda" (veda=sapienza, Rg=strofa), espressione poetica di veggenti di quasi quattromila anni fa, il più antico testo sacro di tutto il mondo indoeuropeo. Si tratta di una raccolta di 1028 inni, suddivisa in dieci libri, dedicati alle varie divinità del pantheon indiano, che contiene invocazioni di aiuto e richieste di protezione, ma anche testi magici, filosofici, in cui gli autori si interrogano sull'origine dell'universo e dell'uomo, i primi embrioni di epica e di teatro.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
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