Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Immaginate un elegante bordello omosessuale nella Berlino della grandeur nazista: è lì, in quell'atmosfera viziosa e ovattata, che Spiegel, stupendo efebo creolo esemplarmente figlio di una prostituta, si educa, con pazienza e ostinazione, all'obbedienza e alla dignità, al piacere e alla bellezza e, persino, alla verità. Ne avrà bisogno il ragazzo negli anni terribili che gli toccherà traversare, deportato negli orribili lager, al pari di ogni altro trasgressore dell'ordine nuovo, e poi insperatamente sopravvissuto in un dopoguerra desolato e sulfureo.
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