L'"oggetto" è la fattoria di Villa Emo, una costruzione destinata originariamente a supporto delle attività agricole. Il "progetto" ne prevede il reimpiego per attività di gestione del Credito Trevigiano. Come affrontare il problema? È possibile una qualche conciliazione tra due funzioni così diverse? Numerose sono le domande per un progetto di questo tipo: è possibile rideterminare un luogo dell'abitare, senza indulgere verso impossibili forme di "romantica nostalgia"? Quale ruolo può essere svolto dalle tecniche, dai materiali, dai sistemi costruttivi che appartengono alla nostra cultura? E per contro, in che modo si può innovare senza alterare il ricordo stesso di un "abitare" che appartiene alla storia e che può - e deve - essere conservato? Le forme e i materiali di quel mondo trascorso non sono forse fonte di linguaggio alla quale possiamo attingere per "costruire nuovi, possibili linguaggi?" Nel volume vengono analizzati e brillantemente risolti i numerosi e difficili interrogativi che spesso un architetto deve affrontare di fronte a una grande opera architettonica.
EAN
9788831793032
Data pubblicazione
2007 06 20
Lingua
ita
Pagine
231
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
290
Larghezza (mm)
240
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
1650
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La fattoria di villa Emo. Il nuovo Centro Servizi del Credito Trevigiano—