A Ruffilli poeta interessano tutti gli aspetti della vita e in particolare quelli segnati dalla sofferenza e dal male. E, per misurarsi con il Male, usa i suoi mezzi di sempre: il passo felpato e breve, un partecipe distacco, la cantabilità sommessa e antilirica. Soprattutto non si lascia condizionare dall'apparenza dei fatti, perché la realtà è sempre diversa da quello che appare, anche dentro le celle di un carcere e nella tirannica schiavitù della droga. Meno che mai si arrende di fronte all'ipocrisia, alle paure e all'"odio infinito" che la società riversa sui suoi sciagurati. Il procurare il male degli altri e il proprio, dentro l'enigma della vita, va considerato con più dubbi e meno certezze, al di là o dentro la necessità di amministrare la giustizia e di far rispettare la legge. Ruffilli, istintivamente, mette sempre in rapporto ciò a cui da voce con il contesto sociale in cui si muove e parla. E può darsi che sia l'effetto dell'inclinazione narrativa sulla sua vocazione di poeta. Ma è un fatto che, fuori da qualsiasi volontarismo, la sua poesia è sempre anche "civile".
EAN
9788831794237
Data pubblicazione
2008 01 23
Lingua
ita
Pagine
96
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
212
Larghezza (mm)
136
Spessore (mm)
9
Peso (gr)
140
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