« I dirrupi »: il nome destava e desta eccitazioni e sogni nei giovani. Mossi dall’ulissiana volontà di conoscenza si andava, spesso all’insaputa dei familiari, a piedi e con pesanti arnesi, tra i ruderi di Castel Monardo; sul posto qualche anziano contadino indicava i siti di case e chiese; si ritornava scarsi di risultati e spossati, ma ricchi di entusiasmo. Nel paese era la doccia fredda. I discendenti dei superstiti del vecchio abitato sfuggivano l’argomento, ti scoraggiavano, ti classificavano un inutile idealista. Perché? Alla luce degli elementi acquisiti per questa pubblicazione è facile rispondere: a Filadelfia i vecchi castelmonardesi ed i discendenti vollero sostenere una posizione socio-economica assolutamente infondata. Per riuscirci dovevano eliminare il passato, che gli incauti giovani ora potevano rinverdire. Il nostro fine sarà raggiunto, quindi, se il lettore avrà conseguita ampia informazione sulla vita e sulla lenta evoluzione della popolazione agricola del Comune di Castello denominato Mainardi e sull’astrazione dal suo seno della borghesia rurale e del suo successivo comportamento asociale.
EAN
9788831967396
Data pubblicazione
2019 01 01
Lingua
ita
Pagine
198
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
17
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Castel Mainardi e Filadelfia nel regno del Sud. Dal VIII sec. D.C. al 1860—