Muovendo dalla premessa che ciascuno di noi sia straniero a sé stesso e il concetto di identità sembri più che altro una costruzione narcisistica della società e della cultura occidentale, questo libro si propone di “parlare di migranti” frequentando i loro sogni. Un lavoro in cui le storie e le memorie sono affidate al sogno stesso, alla sua contingenza di puro evento, all’apertura sulle sporgenze dell’inconscio, all’affiorare del desiderio puro in quanto reale, libero quindi dalle condizioni oggettive che lo osteggiano, sequestrano e respingono. Il titolo nasce da uno scambio a dir poco spaesante fra un operatore e un richiedente asilo ivoriano. Quell’intanto vado interviene a determinare una provvisorietà decisa dei passi dello straniero, nonostante tutto. Il suo corpo attraversa comunque uno spazio, si direbbe che ne buchi, passo dopo passo, la consistenza. Lo spazio intasato di codici e divieti, attraverso questa azione approssimata al desiderio, produce un piano, anzi più piani. La direzione sembra tanto indeterminata e indefinita quanto diviene, in questo modo, infinita e possibile.
EAN
9788832043075
Data pubblicazione
2018 12 12
Lingua
ita
Pagine
80
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
115
Spessore (mm)
5
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Intanto vado. Una lettura onirica delle soggettività migranti—