Una filosofia del teatro è proposta in forma di un vivace discorso popolato da figure note (C. Bene, T. Kantor, F. Kafka, J. Grotowski) o meno note (V. Solanas, F. Tanguy, M. Mieli), o inattese come Francesco d'Assisi. Alcuni tra i "contro-dèi" di una progenie più numerosa ma pur sempre minoritaria nella cultura di massa. A partire dalla consapevolezza che l'arte della scena non può ridursi a una semplice illustrazione di idee o di buone intenzioni ed è invece la ri-velazione di quella oscenità che è la vita stessa, questi artisti hanno creato con le loro azioni poetanti un teatro che, pur radicato in un particolare lavoro su sé stessi, ha portato alla realizzazione di memorabili opere-evento. Ciò nel contrappunto a una civiltà tecno-economica fino a ieri trionfante e oggi in crisi, nella quale attraverso una ritrovata peculiarità dell'arte drammatica si dà vita a piccole comunità di spettatori che mentre si "divertono" sono anche attrici e attori di una filosofia transdisciplinare fatta di arte, corpo, gioco, rituale e liturgia. Questo tipo di poesia e di "musica" ci permette di capire molte cose che non sapevamo di sapere: teatri del passato che annunciano nuovi teatri possibili.
EAN
9788832068665
Data pubblicazione
2025 03 10
Lingua
ita
Pagine
172
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
155
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