Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
La scrittrice Santoro si siede in poltrona e si autointervista. Non ce la fa più a sopportare chi chiede della sua identità o della sua vita privata, con insistenza. Il testo è un vissuto vero e personale; a tratti c’è fantasia, ma è una realistica testimonianza. Un testo rivolto a tutte quelle donne che hanno subito abusi sia psicologicamente e sia fisicamente, in età diverse (adulta e adolescenziale). Da classici pedinamenti, a lanci di oggetti e assalti per strada, senza saperne assolutamente il motivo. Si è sempre chiesta: “Cosa volete e perché. Io non l’ho capito”.
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