Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Tutto sembrava ogni volta organizzato sin nel minimo particolare: il cavalcavia, l’auto che arriva da sotto. Il sasso. La mira. La precauzione. L’immobilità dell’aria e l’attesa. Destrezza, nel cogliere il bersaglio. Impattare il colpo e l’istante: ecco cos’era per noi la fottuta precauzione. Noi vigliacchi lo facevamo a volte lucidi, a volte fuori di testa; spinti non so da cosa: se ora dicessi che non c’è un nome per definire cosa, direi una banalità; se trovassi la parola giusta, invece, credo che sarebbe ancor più banale. Oltre che assurdo. Il libro contiene un nota e un augurio di Pupi Avati.
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