Una storia da seguire con facilità
L’autrice li chiama aforismi, ma forse sono solo “pensieri che hanno lasciato una traccia nella sua memoria” (Alessandro Fort), eco di ricordi trasformati in parole, “versi in boccio e detti gnomici” (Riccardo Bertolotti). Lettera dopo lettera, scopriamo che possiamo farli nostri, e aggiungerne altri: perché ognuno ha il proprio aforismario; e non è fisso, unico: cresce, si arricchisce, si imparenta. E alla fine è un caleidoscopio che, magicamente, ricompone un’immagine, quella interiore e quella universale, e dà forma a istantanee che, accostate tra loro, svelano di noi di più di quello che vorremmo.
L’autrice li chiama aforismi, ma forse sono solo “pensieri che hanno lasciato una traccia nella sua memoria” (Alessandro Fort), eco di ricordi trasformati in parole, “versi in boccio e detti gnomici” (Riccardo Bertolotti). Lettera dopo lettera, scopriamo che possiamo farli nostri, e aggiungerne altri: perché ognuno ha il proprio aforismario; e non è fisso, unico: cresce, si arricchisce, si imparenta. E alla fine è un caleidoscopio che, magicamente, ricompone un’immagine, quella interiore e quella universale, e dà forma a istantanee che, accostate tra loro, svelano di noi di più di quello che vorremmo.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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