“Come sguardi neri viventi che rischiarano i cieli”. La Parola nella poesia di Cheikh Tidiane Gaye. La Parola costituisce uno dei concetti qui onnipresenti e fra i più complessi e fecondi della filosofia africana. Accedere al suo senso più profondo equivale a crescere nella saggezza e a penetrarne, con l'iniziazione della vita, il mistero. La Parola è, infatti, sì il sapere trasmesso con la voce, le epopee viventi del passato ancestrale, rese sempre attuali attraverso le capacità oratorie dei griots, ma è anche un'idea di unione sacrale, di suggello fra i vivi e i morti, fra il passato e il futuro, fra il qui e l'altrove, fra gli anziani e i nuovi nati: è il soffio, che lega, unisce, tiene insieme l'intero e che non si spiega. Percorrere le pagine della raccolta poetica di Cheikh T. Gaye significa allora immergersi, una volta di più dopo Senghor, nelle costanti di un'Africa finalmente felix: un'Africa del passato, quella in cui il “coltello selvaggio” non aveva ancora “strappato la prestigiosa comunione” dell'uomo con l'essere (“Il poeta e lo spirito”).
EAN
9788832152029
Data pubblicazione
2018 11 16
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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Il canto del djali. Voce del saggio, parole di un cantore—