La storia della Grande Guerra, la storia d’Italia del dopoguerra determinarono anche l’avvento del fascismo quando la società italiana, uscita dilaniata dal conflitto, assunse connotati e fisionomie inedite che ebbero origine dall’esperienza della guerra. Il «culto del caduto», il «culto della guerra», il «culto del Milite Ignoto», la «guerra vittoriosa», la «vittoria mutilata» e potremmo andare ancora avanti nell’elenco, tutte nuove liturgie che dettero origine a nuovi riti generati dalla Prima guerra mondiale e di cui il fascismo ebbe la capacità di arrogarsi il titolo di unico e vero interprete per una sua religione. É questo il campo d’azione in cui si è mosso lo studio che intende capire non solo il ruolo che fu assegnato al caduto in guerra, non solo i condizionamenti che questi nuovi sentimenti provocarono nella società, non solo le trasformazioni delle istituzioni della Nazione, ma anche il fondamentale ruolo che assunse il movimento fascista nella riuscita di questo nuovo clima culturale che condizionò e alterò il Regno d’Italia per un ventennio.
EAN
9788832210217
Data pubblicazione
2021 09 06
Lingua
ita
Pagine
224
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
148
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
330
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In guerra non si muore ma si cade. Liturgie per una religione del fascismo—