Che cosa vuole dimostrare l'ufficiale nazista Maximilien Aue con il suo fluviale racconto in prima persona? È la domanda alla quale tenta di rispondere Leonardo Rossi con una nuova lettura del romanzo "Le Benevole" di Jonathan Littell, il caso letterario del 2006 che a suo tempo sollevò feroci polemiche nel mondo della cultura. C'è indubbiamente il tentativo di discolparsi dei crimini commessi, non solo con distorsioni e reticenze, ma anche con il coinvolgimento del lettore in una sorta di chiamata in correità. Eppure le tre figure-guida ideate da Rossi - il rondò del pensiero, la casella dell'inumano, la perversione del logos - ci portano in direzioni imprevedute, in un territorio inesplorato in cui i confini tra realtà e finzione, tra Bene e Male, si assottigliano e si confondono, fino a capovolgersi. Quello di Rossi è un viaggio nella letteratura denso e affascinante, e ad essere illuminato in una prospettiva inedita non è solo Littell, ma anche Dante, Flaubert, Lermontov, Dostoevskij, Beckett, Primo Levi, Malaparte… E ben presto appare chiaramente la vera protagonista di questo libro: la parola, con il suo potere misterioso e terribile.
EAN
9788832744316
Data pubblicazione
2021 03 29
Lingua
ita
Pagine
208
Tipologia
Libro in brossura
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Dalla parte di Aue. Una lettura delle «Benevole» di Jonathan Littell—