Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Salvatore è rinchiuso in manicomio dal 1944. Soltanto molti anni dopo, la notte dell’11 luglio 1982, mentre l’Italia sfida la Germania Ovest nella finale del Mundial, riuscirà a raccontare per la prima volta la sua storia alla dottoressa Arianna, una giovane psicologa, che lo aiuterà a riappropriarsi del doloroso passato, aprendo uno squarcio sul nostro Paese ferito da una guerra che molti uomini e donne hanno combattuto, pur senza mai prendere in mano un’arma.
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