Nell'antitesi tra il collettivismo della società di massa – sostrato imprescindibile dei totalitarismi della prima metà del Novecento – e il suo individualismo atomizzato, Martin Buber coglie il segno più visibile della crisi dell'umano. Muovendo da qui, il volume ripercorre le diverse stazioni dell'agire e del pensiero politico del filosofo ebreo-tedesco: il suo difficile legame con il movimento sionista; l'amicizia con Gustav Landauer; il rifiuto del comunismo sovietico, cui egli contrappone la ricerca di un socialismo religioso e utopico; la resistenza spirituale buberiana negli anni del nazionalsocialismo; il suo instancabile impegno per il dialogo e la riconciliazione, tanto con la Germania posthitleriana quanto all'interno del conflitto arabo-israeliano. Al tempo stesso, vengono ricostruite le invarianti strutturali del discorso politico-sociale buberiano: la comunità, la società, lo Stato.
EAN
9788832823066
Data pubblicazione
2018 05 17
Lingua
ita
Pagine
140
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
151
Larghezza (mm)
213
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
221
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La comunità postsociale. Azione e pensiero politico di Martin Buber—