Mohammed Bakr, che prima della guerra civile siriana faceva il giudice a Homs, adesso vende scarpe vecchie nella provincia di Idlib, l’ultima rimasta nelle mani della rivolta contro il presidente Bashar al-Assad, nella più grande catastrofe umanitaria dalla Seconda guerra mondiale. Rohallah è un talebano di etnia pashtun che con il suo kalashnikov va nella valle del Panshir “per tagliare la gola a quegli ingrati dei tagiki”; intanto l’Afghanistan ripiomba nel passato: chiunque può fugge, nessuno è più vestito all’occidentale, le donne sono emarginate, sepolte di nuovo sotto il burqa. Questi sono alcuni dei personaggi che Pietro Del Re ha incontrato nei suoi viaggi da inviato negli ultimi due anni, da quando l’attenzione dell’Occidente si è concentrata quasi esclusivamente sulla pandemia di Covid-19 e intanto, in varie altre parti del mondo (alle periferie di quello ricco e sviluppato), la gente affronta fame, povertà, guerra, terrorismo. Ma la rimozione del problema non è una soluzione. Non solo è eticamente colpevole continuare a ignorare queste emergenze, ma è anche un errore politico, perché le conseguenze si ripercuotono a livello globale. Come
EAN
9788832854534
Data pubblicazione
2022 09 09
Lingua
ita
Pagine
288
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
123
Larghezza (mm)
203
Spessore (mm)
21
Peso (gr)
430
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