La prigionia di Aldo Luciani nel campo di concentramento di Bor, una località situata nel sud est della Serbia, fu una autentica tortura; la vita era resa impossibile dalla fame, dalle malattie e dalla crudezza dei metodi di sorveglianza adottati degli uomini delle SS. Dopo un anno di internamento e di sofferenze nel lager serbo, finalmente l’esercito dell’Armata Rossa arrivò a cacciare i tedeschi e a liberare i prigionieri italiani, che non vennero però rimpatriati, ma dovettero sopportare un nuovo periodo di detenzione in un campo di lavoro situato alla periferia della città di Izmail, un grosso centro alle foci del Danubio, tra la Moldavia e la Romania. Dopo numerose peripezie, nell’ottobre del 1945 Aldo Luciani venne finalmente liberato e potè intraprendere il lungo viaggio che lo riportò in Italia. Gli eventi che hanno visto protagonista questo giovane poco più che ventenne, durante due diversi periodi di internamento, permettono di fare un raffronto fra i metodi di privazione della libertà propri dei tedeschi e quelli dei russi, nonché fra la diverse psicologie dei carcerieri.
EAN
9788832870756
Data pubblicazione
2019 07 08
Lingua
ita
Pagine
104
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
150
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L'ultimo reduce: Aldo Luciani. Memorie di un prigioniero nei Balcani—