I soldati italiani che presidiavano l’isola di Cefalonia costituivano un campione rappresentativo dei loro connazionali: vi erano, infatti, fascisti e antifascisti, ma anche, e soprattutto, tanti uomini stanchi della guerra e desiderosi soltanto di tornare alle proprie case. Questa moltitudine così disomogenea si compattò nella lotta contro i tedeschi, dando origine ad un evento che gli storici hanno al tempo stesso sopravvalutato e sottovalutato. Certamente è stato sopravvalutato il numero delle vittime, spesso indicate in 9.000 uomini, cifra notevolmente ridimensionata da ricerche svolte negli ultimi anni. È stato invece sottovalutato il valore simbolico del sacrificio dei fanti della Acqui, troppo spesso analizzato attraverso le categorie convenzionali della guerra civile, inadatte a descrivere il fatto: a Cefalonia, infatti, combatterono uno a fianco all’altro uomini che in Italia si sarebbero trovati su fronti opposti. I soldati della Divisione Acqui giunsero ad un passo dal dividersi, ma scongiurarono lo scontro fratricida scoprendo nella lotta comune contro i tedeschi il modo di salvaguardare il proprio onore e quello del proprio Paese.
EAN
9788832871982
Data pubblicazione
2021 12 02
Lingua
ita
Pagine
136
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
12
Peso (gr)
200
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Vieni che ne vedrai delle belle. Cefalonia 8 settembre 1943—