Al generale Luigi Capello si devono le principali conquiste del Regio Esercito durante la Grande Guerra. Il suo nome è però rimasto legato al rovescio di Caporetto. L’analisi della damnatio memoriae che tuttora perseguita la figura del Generale ha condotto alle vere cause di una rimozione tenace e accanita che affonda le proprie radici ben prima della grave sconfitta subita dall’Italia: la ragione di tale condanna morale è da ricercarsi nella dissonanza fra la forma mentis vulcanica di Luigi Capello e le consuetudini (saldamente radicate) proprie dell’ambiente militare. A ben vedere i luoghi comuni che lo contrapposero al generale Cadorna e che lo dipinsero alla stregua di un Comandante crudele (il macellaio) non trovano rispondenza nei fatti: l’origine di essi è da cercarsi nel lavoro della Commissione d’Inchiesta, teso palesemente a ridefinire le responsabilità sulla base di un preciso (e tutt’altro che imparziale) disegno politico. Anche le decise distanze dal Fascismo contribuirono a cancellare la memoria di Capello (nonché la persona, attraverso la condanna – in assenza di prove – a trent’anni di detenzione per un attentato alla vita del Duce).
EAN
9788832872408
Data pubblicazione
2022 09 13
Lingua
ita
Pagine
202
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
Spessore (mm)
20
Peso (gr)
200
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